Al giorno d’oggi, è abbastanza improbabile trovare qualcuno che, suo malgrado, non abbia dovuto fare i conti con una cartella esattoriale o non conosca “Equitalia” ovvero la sua erede “Agenzia delle Entrate Riscossione”. Purtroppo, infatti, la crisi economica ed una gestione non ottimale del sistema di riscossione delle imposte e dei tributi hanno contribuito a generare in Italia una condizione di morosità per i contribuenti che nella maggior parte dei casi non pare avere una via d’uscita agevole. Di ciò il Governo pare essersene reso conto, ed, infatti, di recente è intervenuto con la Legge n. 145/2018, al fine di agevolare i cittadini nella definizione dei propri debiti riportati in cartella. Con tale misura è stato, dunque, introdotto anche in ambito esattoriale il “Saldo e stralcio”, ossia una modalità di pagamento del debito che comporta una riduzione delle somme dovute per i contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica. Al fine di accedere a questo beneficio erano stati previsti requisiti rigidi e precisi (in particolare, l’agevolazione avrebbe riguardato solo le persone fisiche e alcune tipologie di debiti riferiti a carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017). Oltre alla riduzione degli importi dovuti, il "Saldo e stralcio" avrebbe dato luogo anche all'azzeramento di sanzioni e interessi di mora. Per usufruire del "Saldo e stralcio, la Legge n. 145/2018 aveva previsto la scadenza del 30 aprile 2019 come termine ultimo per presentare la dichiarazione di adesione. Successivamente, Il Decreto Legge n. 34/2019 ("decreto Crescita"), convertito con modificazioni dalla L. n. 58/2019, ha riaperto i termini per aderire al "Saldo e stralcio", fissando la nuova scadenza per presentare la domanda di adesione al 31 luglio 2019. L'agevolazione ha interessato solo i debiti non ricompresi nelle dichiarazioni di adesione alla "rottamazione- ter" o al "Saldo e stralcio" già presentate entro lo scorso 30 aprile. Alla luce della emergenza economica in cui la pandemia legata a Covid-19 ha gettato numerose impese e di conseguenza anche numerose famiglie (che ha portato, tra le altre cose, l'Esecutivo a sancire una "tregua fiscale" prima fino al primo settembre 2020 e con il decreto di agosto al 15 ottobre 2020) e di una paventata riforma in materia fiscale fortemente voluta da Governo attuale, appare plausibile che in tempi non troppo dilatati venga predisposta una misura che preveda una nuova “pace fiscale” tramite "rottamazione" delle cartelle 2019-2020. Al momento la proposta di Legge si trova al vaglio della Commissione Finanze e, salvo ripensamenti, dovrebbe prevedere quale termine per la definizione agevolata il 31 ottobre 2020 . Appena ci saranno notizie certe, ve ne daremo contezza.

