La situazione delle aste giudiziarie alla luce delle iniziative intraprese dal governo appare pregiudizievole per la forte riduzione del valore degli immobili, il blocco totale di 80 aste immobiliari e la il rischio dei debitori di non saldare i propri debiti a causa della svalutazione del proprio immobile. Il paradosso è dunque evidente, il Governo ha adottato questo provvedimento per non rendere impopolare la propria azione di garanzia della legge in tema di esecuzioni immobiliari, non considerando però le gravi conseguenze che questa decisione potesse portare: maggiori sofferenze nel settore bancario, prestiti più lenti per le imprese in disperato bisogno di liquidità, debitori a rischio di non saldare completamente i propri debiti a causa della svalutazione dei propri immobili.
La sospensione delle aste non incide negativamente solo sulle banche e, conseguentemente, sulle imprese, ma anche su coloro che il Decreto Cura Italia si prefiggeva di tutelare: i debitori. Se infatti l’interruzione momentanea degli incanti immobiliari permette agli occupanti debitori di rimanere nelle proprie abitazioni per altri 6 mesi, non consente tuttavia di estinguere soddisfacentemente i debiti accumulati in capo agli esecutati che si ritrovano con un prolungamento dell’agonia, causata dall’espropriazione e con il rischio di vedere la propria abitazione venduta ad un prezzo di gran lunga inferiore rispetto al valore di mercato libero.
Una dettagliata analisi del 16 Luglio 2020 di Ettore Minelli per il Wall Street Italia approfondisce la questione
link all'articolo: www.wallstreetitalia.com/aste-immobiliari-bloccate-dal-cura-italia-le-conseguenze/

